Scena leggermente patetica e un filo commovente su Mtv.
In onda Trl.
Ospite sul palco Paolo Meneguzzi.
Pubblico impazzito: Ahhhhhhhhhhhhhhhssssi!
La Santarelli: Conosciamo le tue canzoni, ma quali sono i cd che metti in autoradio?
Meneguzzi: Beh (oddio, e adesso che dico, che dico?!?), ascolto molta radio (bravo Paolo, che finezza, e chi ti ferma più)
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhsssi!
Santarelli: Si, ma quali sono i cantanti che preferisci?
Meneguzzi: (oh no, qui mi gioco decine di fan..pensa Paolo, pensa..) Amo molto la musica americana (tiè)
Pubblico: Ahhhhhhhhhsssi!
Santarelli: Per esempio?
Meneguzzi: Mi piace Avril Lavigne
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhsssii!
Meneguzzi: (evvai)
Santarelli: Poi?
Meneguzzi: (Ah Santarè, ma un cesto di fatti tuoi mai?) Apprezzo le boy band (eheh, ma quante ne so) come i Backstreet Boys
Babà: Eh?!
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhhhhsssiii!
Meneguzzi: (Fiùù, che me tocca fà)
Santarelli: E cosa ne pensi dei Tokio Hotel?
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh ssisisisisisisisi!
Santarelli: Sai che Grignani ci ha detto di adorarli?
Meneguzzi: (Oh cacca, non ce la faccio. Questo è troppo. Ma se dico quello che penso questi mi riempiono di fischi. Oddio. Dai Paolo, fatti forza) Si, beh..trovo che abbiano fatto un ottimo album (...)
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhsi!
Meneguzzi: E ora non devono far altro che dimostrare le loro capacità (ok, ok..l'ho svangata anche questa volta).
Ho provato pena.
Se ti riduci a parlare cercando l'approvazione del pubblico, vuol dire che stai messo così così.
Si vedeva chiaro il sollievo ad ogni reazione positiva delle carampane.
Va bene tutto.
Ma i Backstreet Boys no.
I Backstreet Boys nel duemilaotto no no no no e no.
A un certo punto ho avuto paura nominasse Costantino.
Non ha ancora inciso un album?
Da due o tre anni a questa parte, è sbarcata in Italia la soap opera tedesca.
Assolutamente, imprescindibilmente, inesorabilmente coinvolgente quanto la muffa.
Nelle soap tedesche vanno molto gli alberghi.
Nelle soap tedesche non esistono città, è tutta aperta campagna.
Nelle soap tedesche succedono cose che nemmeno in Beautiful: due amiche si sposano per avere la cittadinanza, uno dei protagonisti ha un blocco nel cervello per cui non sente più alcuna emozione.
E ne è un sacco dispiaciuto.
Ma c'è una cosa che più di tutte distingue le soap tedesche: il monologo interiore.
Ogni protagonista principale (attenzione, SOLO QUELLO), in un momento di solitudine, comincia il suo monologo.
Interiore.
Interminabile, tra l'altro.
I protagonisti delle soap tedesche pensano un sacco.
Io piuttosto parlo ad alta voce, almeno mi ascolto e se necessario mi correggo.
Ehm..si.
Al monologo si accompagnano, ovviamente, le opportune espressioni facciali.
Labbra verso il basso se il pensiero è triste.
Labbra verso l'alto se le considerazioni sono positive.
Non riesco a smettere di chiedermi come facciano a sostenere due-tre minuti di silenzio sapendo di non pensare affatto e non ridere per quanto si sentono idioti.
Che ammirazione.
Dopo il toupè di Derrick credo che il monologo interiore sia l'innovazione tedesca più avvincente.
In fondo Dr House ha preso spunto dall'ispettore, per cui.
L'altro giorno ho avuto un'esperienza sublime.
Qualcosa che poche persone possono capire.
A meno che non siano vergini ascendente bilancia.
O vergini ascendente vergine, in effetti.
O psicolabili, immagino.
Sono andata a fare la spesa.
No, non è questa l'esperienza estatica.
Benché mettere gli articoli sul rullo trasportatore alla cassa, come fossero pezzi del tetris, mi dia una certa soddisfazione interiore.
Dicevo.
Sono andata a fare la spesa e, sorpresa! c'erano i lavori in corso.
A parte il fatto che non ho potuto comprare la carne macinata per le polpette, ho notato, con pazienza e rassegnazione, che hanno cambiato la disposizione di ogni prodotto.
E così, imboccata la nuova corsia "cura del corpo", eccoli lì: decine e decine di flacconi perfettamente sistemati e allineati sugli scaffali.
Un tripudio di ordine e perfezione.
Non c'era un buco, non c'era uno shampoo inclinato o un deodorante che dava le spalle.
Si, è possibile.
Si, ieri ho bevuto al bar.
No, non mi sento brilla per nulla, va bene??!
Il mio animo si è illuminato d'amminso (ehm..immenso; magari venerdi prossimo mi dò all'acqua naturale, eh) per due lunghi minuti.
A metà credo di aver raggiunto il Nirvana.
Il tempo di arrivare in fondo e vedere le caramelle compulsive (sono messe alla cassa per quello, no?) tutte in disordine.
E vabbè, mica si può avere tutto.
Il presidente di questa azienda è persona non da poco.
Trasuda soldi e potere da ogni poro.
Al suo passaggio, anche la capa suprema si genuflette.
Il presidente non ha ufficio qui, ben altra è la sua sede fissa.
Viene ogni tanto, di solito per i consigli di amministrazione.
L'atmosfera in quei giorni è diversa, febbrile.
Ricevo la telefonata del responsabile di ogni ufficio che, agitatissimo, mi chiede di essere avvisato non appena la sua Mercedes (trasudante di soldi e potere pure quella) varcherà la soglia.
Da uomini con un certo contegno, diventano tutti bambini trepidanti.
O tappetini di moquette, dipende.
Che teneri.
Il presidente è un omone con i sopracciglioni bianchi, un babbonatale senza la pancia.
E la barba.
E i regali.
E il costume da babbonatale.
Ovviamente, se l'appuntamento è alle dieci, lui non sarà mai qui prima delle undici e un quarto.
Inspiegabilmente, avrà sempre impegni improrogabili prima.
Sinceramente, io mi incavolerei come una iena.
Ma no, lui può.
Oggi è uno di quei giorni.
Improvvisamente, ogni dipendente di questa azienda ha subito un' inclinazione in avanti di un numero di gradi pari alla "paura".
Interessante coincidenza..
Ho appena appreso, con non poco sgomento, che la parola palcia (fanghiglia liquidetta) (che poi io ho sempre detto palce, per cui ho inventato un termine tutto mio) in italiano non esiste.
Ci sono rimasta malissimo.
Facendo una ricerca su google ho scoperto che è un termine dialettale.
Bergamasco, per la precisione.
Beh, d'altra parte.
Oh..
Comunque il primo sito trovato è questo.
Lui è una celebrità, qui.
L'altra settimana ho trovato il suo cd alla MediaWorld.
...
Ci devo riflettere.
Cena in uno dei miei ristoranti preferiti.
Mangiato un ragù che quasi mia nonna.
Commossa.
Quando ho assaggiato l'altro piatto, "impercettibilmente" piccante O_o
Chiaccherato con i due chef.
Ma anche sparlato, signora mia.
Dell'avvocato, che rompe le scatole con i suoi cavilli (o capilli, come dice qualcuno).
Di quello pieno di soldi, che "non me lo fà lo sconticino?"
Dei giovani alberghieri di oggi, che sono senza fiammella.
Di tutti gli spostamenti, cambi gestione, di chi comprerà cosa.
Non l'avrei mai detto, dal macellaio è peggio che dalla parucchiera, ho saputo.
Posto il quesito: "Mediocrità o normalità?"
Deciso di organizzare una spedizione in incognito in quel ristorante nuovissimo-costosissimo-gransolissimo.
Non vedo l'ora, eheh.
Babà: XXX buongiorno
O: Buongiorno, sono il Signor O
Babà: Buongiorno, mi dica
O: Potrei parlare con SignorSI?
Babà: Certo, glielo passo subito, buongiorno
O: Buongiorno
SignorSi: Pronto?
Babà: Ciaao
SignorSi: Ciaao, dimmi
Babà: O al telefono per te
SignorSi: Ok, ciaao
Babà: Ciaao
Hanno arrestato, per droga, la guardia del corpo di Vasco Rossi.
Sono letteralmente esterrefatta.
Non l'avei mai detto.
Il mio stupore è tale che credo scriverò al Corriere per complimentarmi: "Che scoop avvincente ed entusiasmante", scriverò.
Quasi quasi rovesciavo il caffè.