giovedì, 03 luglio 2008
Mi sono innamorata, corriere SDA.
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In ---> son cose
giovedì, 03 luglio 2008

Scena leggermente patetica e un filo commovente su Mtv.
In onda Trl.
Ospite sul palco Paolo Meneguzzi.
Pubblico impazzito: Ahhhhhhhhhhhhhhhssssi!

La Santarelli: Conosciamo le tue canzoni, ma quali sono i cd che metti in autoradio?

Meneguzzi: Beh (oddio, e adesso che dico, che dico?!?), ascolto molta radio (bravo Paolo, che finezza, e chi ti ferma più)
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhsssi!
Santarelli: Si, ma quali sono i cantanti che preferisci?
Meneguzzi: (oh no, qui mi gioco decine di fan..pensa Paolo, pensa..) Amo molto la musica americana (tiè)
Pubblico: Ahhhhhhhhhsssi!
Santarelli: Per esempio?
Meneguzzi: Mi piace Avril Lavigne
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhsssii!
Meneguzzi: (evvai)
Santarelli: Poi?
Meneguzzi: (Ah Santarè, ma un cesto di fatti tuoi mai?) Apprezzo le boy band (eheh, ma quante ne so) come i Backstreet Boys
Babà: Eh?!
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhhhhsssiii!
Meneguzzi: (Fiùù, che me tocca fà)
Santarelli: E cosa ne pensi dei Tokio Hotel?
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh ssisisisisisisisi!
Santarelli: Sai che Grignani ci ha detto di adorarli?
Meneguzzi: (Oh cacca, non ce la faccio. Questo è troppo. Ma se dico quello che penso questi mi riempiono di fischi. Oddio. Dai Paolo, fatti forza) Si, beh..trovo che abbiano fatto un ottimo album (...)
Pubblico: Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhsi!
Meneguzzi: E ora non devono far altro che dimostrare le loro capacità (ok, ok..l'ho svangata anche questa volta).

Ho provato pena.
Se ti riduci a parlare cercando l'approvazione del pubblico, vuol dire che stai messo così così.
Si vedeva chiaro il sollievo ad ogni reazione positiva delle carampane.
Va bene tutto.
Ma i Backstreet Boys no.
I Backstreet Boys nel duemilaotto no no no no e no.

A un certo punto ho avuto paura nominasse Costantino.
Non ha ancora inciso un album?

mercoledì, 02 luglio 2008

Da due o tre anni a questa parte, è sbarcata in Italia la soap opera tedesca.
Assolutamente, imprescindibilmente, inesorabilmente coinvolgente quanto la muffa.

Nelle soap tedesche vanno molto gli alberghi.
Nelle soap tedesche non esistono città, è tutta aperta campagna.
Nelle soap tedesche succedono cose che nemmeno in Beautiful: due amiche si sposano per avere la cittadinanza, uno dei protagonisti ha un blocco nel cervello per cui non sente più alcuna emozione.
E ne è un sacco dispiaciuto.

Ma c'è una cosa che più di tutte distingue le soap tedesche: il monologo interiore.

Ogni protagonista principale (attenzione, SOLO QUELLO), in un momento di solitudine, comincia il suo monologo.
Interiore.
Interminabile, tra l'altro.
I protagonisti delle soap tedesche pensano un sacco.
Io piuttosto parlo ad alta voce, almeno mi ascolto e se necessario mi correggo.
Ehm..si.

Al monologo si accompagnano, ovviamente, le opportune espressioni facciali.
Labbra verso il basso se il pensiero è triste.
Labbra verso l'alto se le considerazioni sono positive.
Non riesco a smettere di chiedermi come facciano a sostenere due-tre minuti di silenzio sapendo di non pensare affatto e non ridere per quanto si sentono idioti.

Che ammirazione.

Dopo il toupè di Derrick credo che il monologo interiore sia l'innovazione tedesca più avvincente.
In fondo Dr House ha preso spunto dall'ispettore, per cui.

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In ---> la recensione
sabato, 28 giugno 2008

L'altro giorno ho avuto un'esperienza sublime.
Qualcosa che poche persone possono capire.
A meno che non siano vergini ascendente bilancia.
O vergini ascendente vergine, in effetti.
O psicolabili, immagino.

Sono andata a fare la spesa.
No, non è questa l'esperienza estatica.
Benché mettere gli articoli sul rullo trasportatore alla cassa, come fossero pezzi del tetris, mi dia una certa soddisfazione interiore.

Dicevo.
Sono andata a fare la spesa e, sorpresa! c'erano i lavori in corso.
A parte il fatto che non ho potuto comprare la carne macinata per le polpette, ho notato, con pazienza e rassegnazione, che hanno cambiato la disposizione di ogni prodotto.

E così, imboccata la nuova corsia "cura del corpo", eccoli lì: decine e decine di flacconi perfettamente sistemati e allineati sugli scaffali.
Un tripudio di ordine e perfezione.
Non c'era un buco, non c'era uno shampoo inclinato o un deodorante che dava le spalle.
Si, è possibile.
Si, ieri ho bevuto al bar.
No, non mi sento brilla per nulla, va bene??!

Il mio animo si è illuminato d'amminso (ehm..immenso; magari venerdi prossimo mi dò all'acqua naturale, eh) per due lunghi minuti.
A metà credo di aver raggiunto il Nirvana.
Il tempo di arrivare in fondo e vedere le caramelle compulsive (sono messe alla cassa per quello, no?) tutte in disordine.
E vabbè, mica si può avere tutto.

venerdì, 27 giugno 2008

Il presidente di questa azienda è persona non da poco.
Trasuda soldi e potere da ogni poro.
Al suo passaggio, anche la capa suprema si genuflette.

Il presidente non ha ufficio qui, ben altra è la sua sede fissa.
Viene ogni tanto, di solito per i consigli di amministrazione.
L'atmosfera in quei giorni è diversa, febbrile.
Ricevo la telefonata del responsabile di ogni ufficio che, agitatissimo, mi chiede di essere avvisato non appena la sua Mercedes (trasudante di soldi e potere pure quella) varcherà la soglia.
Da uomini con un certo contegno, diventano tutti bambini trepidanti.
O tappetini di moquette, dipende.
Che teneri.

Il presidente è un omone con i sopracciglioni bianchi, un babbonatale senza la pancia.
E la barba.
E i regali.
E il costume da babbonatale.

Ovviamente, se l'appuntamento è alle dieci, lui non sarà mai qui prima delle undici e un quarto.
Inspiegabilmente, avrà sempre impegni improrogabili prima.
Sinceramente, io mi incavolerei come una iena.
Ma no, lui può.

Oggi è uno di quei giorni.
Improvvisamente, ogni dipendente di questa azienda ha subito un' inclinazione in avanti di un numero di gradi pari alla "paura".
Interessante coincidenza..

giovedì, 26 giugno 2008

Ho appena appreso, con non poco sgomento, che la parola palcia (fanghiglia liquidetta) (che poi io ho sempre detto palce, per cui ho inventato un termine tutto mio) in italiano non esiste.
Ci sono rimasta malissimo.

Facendo una ricerca su google ho scoperto che è un termine dialettale.
Bergamasco, per la precisione.
Beh, d'altra parte.
Oh..

Comunque il primo sito trovato è questo.
Lui è una celebrità, qui.
L'altra settimana ho trovato il suo cd alla MediaWorld.
...

Ci devo riflettere.

giovedì, 26 giugno 2008
Ti rendi conto che l'uomo discende dalla scimmia, guardando camminare con i tacchi certe donne.
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In ---> son cose, ovvovi
giovedì, 26 giugno 2008

Cena in uno dei miei ristoranti preferiti.
Mangiato un ragù che quasi mia nonna.
Commossa.
Quando ho assaggiato l'altro piatto, "impercettibilmente" piccante O_o

Chiaccherato con i due chef.
Ma anche sparlato, signora mia. 
Dell'avvocato, che rompe le scatole con i suoi cavilli (o capilli, come dice qualcuno).
Di quello pieno di soldi, che "non me lo fà lo sconticino?"
Dei giovani alberghieri di oggi, che sono senza fiammella.
Di tutti gli spostamenti, cambi gestione, di chi comprerà cosa.
Non l'avrei mai detto, dal macellaio è peggio che dalla parucchiera, ho saputo.

Posto il quesito: "Mediocrità o normalità?"

Deciso di organizzare una spedizione in incognito in quel ristorante nuovissimo-costosissimo-gransolissimo.

Non vedo l'ora, eheh.

mercoledì, 25 giugno 2008

Babà: XXX buongiorno
O: Buongiorno, sono il Signor O
Babà: Buongiorno, mi dica
O: Potrei parlare con SignorSI?
Babà: Certo, glielo passo subito, buongiorno
O: Buongiorno

SignorSi: Pronto?
Babà: Ciaao
SignorSi: Ciaao, dimmi
Babà: O al telefono per te
SignorSi: Ok, ciaao
Babà: Ciaao

mercoledì, 25 giugno 2008

Hanno arrestato, per droga, la guardia del corpo di Vasco Rossi.

Sono letteralmente esterrefatta.
Non l'avei mai detto.
Il mio stupore è tale che credo scriverò al Corriere per complimentarmi: "Che scoop avvincente ed entusiasmante", scriverò.

Quasi quasi rovesciavo il caffè.

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In ---> personaggi, son cose, le risate, la recensione, curiobaba
mercoledì, 25 giugno 2008
Ieri sono andata a correre.
A correre.
Non a camminare veloce, eh.
Correre.

Ho avuto paura, ad un certo punto, che il cuore si eiettasse per disperazione.
Senza considerare il fatto che ho sudato un sacco.
Mica sono abituata a sudare così.
Credo di aver sperimentato il concetto di fatica fisica.
Se poi si aggiunge lo slalom tra cacche di mucca e bisce, ortiche e quantità industriali di moscerini.

Ma perchè quando si è sudatissimi e paonazzi i moscerini ti perseguitano a sciami?
E' il calore che si emana che li attira?

Sono stati i trenta minuti più lunghi della mia vita.
martedì, 24 giugno 2008
Ma è lento il mio pc oppure questo template rallenta in modo estenuante la visione del blog?
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In ---> cose tecniche, mannaggia
lunedì, 23 giugno 2008
Sole.
Trenta gradi.
Non un alito di vento.
Barca.
Lago di Garda.
Tuffi.
Acqua fresca.
Onde.
Gabbiani.

Ehh, dopotutto non è male questa reception.

venerdì, 20 giugno 2008
Babà 0 - Heidegger 1

Ci vediamo a settembre, marrano.
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In ---> lettere, grrrrr, cose tecniche, sos , mannaggia, dibaba
mercoledì, 18 giugno 2008
Ed ovviamente - perchè si fà quello che dico io e non ammetto repliche - siamo stati a bordo palco, in piedi per più di due ore.
Le mie scarpe (bianche, of course) sono affondate in chili di melma e credo di aver fumato un' intera piantagione d'erba. Di quella buona però, ho saputo.
Per fortuna a metà tragitto sono riuscita a sopravvivere alle sabbie mobili; aver visto MacGyver nel pomeriggio è stata una manna.
Gli alligatori, per fortuna, erano stati catturati prima di aprire i cancelli.

Un concerto notevole.
Devo ammetterlo, dei Radiohead conoscevo solo Karma police e No surprises; eppure sono convinta che Exit music sia valsa l'intero costo del biglietto (ampiamente ripagato da Thom e compagni, niente da dire).
Palco d'effetto, luci pure. Tutto molto suggestivo.

Insomma, l'impressione in toto è stata positiva.
Una sola cosa rimarrà per sempre impressa nelle mie pupille di giuovane donna: il ciuffo ondeggiante di Jonny Greenwood.
Ipnotico direi.
martedì, 17 giugno 2008
Babà: XXX buongiorno
Lui: Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh...niente, ho sbagliato numero.
Babà: Nessun problema, arrivederci O_O''

Le E pronunciate sono state molte di più, ma infierire non è buona creanza, suvvia.
Mi stava quasi per mandare in catalessi.
Così, per rendere l'idea.
martedì, 17 giugno 2008
Ebbene si, lo ammetto.
Sono una di quelli a cui i concerti piace vederli comodamente seduti.

Lo so che il contatto con gli artisti è tutta un' altra cosa.
Lo so che il vero fan vuole essere lì, il più vicino possibile all'anima di chi canta e suona.
Lo so che se stai vicino le foto escono decisamente meglio.
Lo so che il posto a sedere costa uno sproposito per cui "Vabbè dai, ma vuoi mettere far parte di quella grande onda di cuori che battono all'unisono formando un unico enorme palpito di passione?"

E poi che devo farci, dopo dieci minuti che sto in piedi ferma, la mia schiena comincia a cantare "Non son degno di te".
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In ---> cose belle, son cose, cose tecniche, organizziamoci
lunedì, 16 giugno 2008
Domani concerto dei Radiohead.
Se pioverà come adesso, Spongebob a mio confronto sarà un dilettante.
Però l'emozione c'è.
I Radiohead, mica i Negramaro insomma.

E a pensare che questa sera ci sarà Bob Dylan a venti minuti da me, mi sento male.
Bob Dylan, mica Al Bano insomma.
sabato, 14 giugno 2008
Sai
nascono così
fiabe che vorrei
dentro tutti i sogni miei
e le racconterò
per volare in paradisi che non ho
e non è facile restare senza piu' fate da rapire
e non è facile giocare se tu manchi
aria come è dolce nell'aria
scivolare via dalla vita mia
aria respirami il silenzio
Non mi dire addio ma solleva il mondo

Non l'ho scritta tutta, ma credo basti.
Più l'ascolto e più mi convinco che questa canzone abbia significati tutt'altro che romantici.
Po' esse?
sabato, 14 giugno 2008
Arrivare in ufficio alle otto meno dieci dopo aver lavorato al bar fino alle due.
Parcheggiare, togliere gli allarmi, entrare in reception.
Uscire per prendere i giornali dalla cassetta della posta.
Rientrare e..
NO.
Non sono riuscita ad entrare perchè le porte scorrevoli si sono bloccate O_O'

Stare sotto la pioggia, senza ombrello e con i giornali in mano, a fissare un sensore ottico che, da verde, appena mi avvicino diventa rosso.
E' avvilente.
Discriminata dalla tecnologia.

Scoprire che in realtà basta un po' di forza bruta e le porte si aprono lo stesso.
Babà vs macchine 1-0

Son soddisfazioni.